La Profezia Della Curandera di H. H. Mamani

La Profezia Della Curandera di H. H. Mamani

L’apprendistato dei Hampi Kamayok (Curandero) era lento, rigoroso e arduo. La meta che dovevano raggiungere era il controllo fisico e mentale. Vivevano in luoghi appartati, organizzati in piccoli nuclei guidati da un Amauta, ovvero da un saggio in grado di spiegare loro i misteri dei fenomeni umani. Dovevano, tra l’altro, imparare la storia dei loro antenati, le leggende, i miti e conoscere le feste e le cerimonie durante le quali venivano trasmesse le diverse metodologie di guarigione.

Storie intrise di simbologia, antropologia, magia, archetipi, metafore e amore per i dettagli.

In poche parole: storie sciamaniche.

Insieme alle erbe, agli unguenti, alle fumigazioni, ai rituali e alle cerimonie, i Curanderos guarivano le persone con le storie.

La narrazione è uno degli strumenti più potenti che esistano, molte persone hanno liberato la loro vita da una situazione limitante e sofferente grazie a un libro, una storia, la scoperta di un’altra possibile narrazione e una visione ampliata da un racconto.

Mamani ha messo a frutto il potere immenso delle storie a favore della guarigione.
È stato uno dei primi autori insieme a Castaneda che, parecchi anni fa, riuscirono a fare breccia nella mia realtà ordinaria di donna smarrita, dandomi i primi indizi del mio “sentiero” autentico.

La strada del cuore.

 

Il Fulmine

La storia comincia quando Kantu, la protagonista del libro, viene colpita da un fulmine.

Un’antica credenza presagiva che queste persone fossero destinate a diventare guaritrici.

Possiamo tenere per buona tale antica profezia, ma quante possibilità ci sono che una persona venga colpita da un fulmine e sopravviva, o in generale che venga colpita?

Poche, rarissime, per fortuna.

Bene, esaminiamo a fondo tale racconto, cos’è il fulmine nella simbologia?

Il fulmine è un doloroso fatto inaspettato, nei tarocchi è rappresentato dall’arcano della Torre nel quale viene ritratto un fulmine che scoperchia una torre, e cioè vecchi costrutti, obsolete convinzioni, visioni sbagliate di se stessi.

In runologia potrebbe essere la runa Hagal.

Quindi, tutti siamo soggetti a dolorosi colpi di fulmine, non a caso anche l’innamoramento improvviso viene descritto in questo modo. Proprio perché, anche innamorarsi, ti fa smantellare le vecchie torri delle false certezze e ti fa uscire da una visione ordinaria e limitante di te stessa, ed è proprio quello che accade a Kantu.

L’unione fra un uomo e una donna è l’inizio di un viaggio verso la realizzazione di quest’ideale. Solo quando l’uomo avrà imparato ad amare potrà avvicinarsi al grande spirito. In fondo al cuore l’uomo cerca Dio e, in questo suo percorso verso di lui, dovrà essere guidato dalla donna, madre, sorella, sposa, compagna, amante o semplicemente amica. La donna sarà comunque sempre una maestra per lui.

 

Possiamo fermarci a questa narrazione senza cercare il messaggio nascosto, e andrebbe benissimo così, ma potremmo andare oltre l’individuo di sesso maschile e l’individuo di sesso femminile e cercare una chiave diversa che possa allargare prospettive di partenza.

E anche in questo caso potremmo esaminare la questione da un punto di vista simbolico.
Senza voler fare complicate elucubrazioni mentali si potrebbe, semplicemente, considerare l’individuo che vive in una sorta di rigor di logica estrema insieme ad una razionalità eccessiva, come se vivesse una scissione di quelle componenti che gli permetterebbero, invece, di vivere bene, in modo equilibrato e nel flusso regolare della sua vera narrazione personale.

 

La strada che ha un cuore

Rimanere su di una strada che ci costringe a una realtà insoddisfacente, ci fa diventare vittime di meccanismi atti a renderci schiavi o scimmie ammaestrate dal potere materiale.

L’archetipo e la simbologia del femminile, dell’invisibile, della mitologia, dell’arte, del sogno, delle forze immanifeste, della creatività e dell’amore, ci aiutano a creare realtà che ci catapultano fuori dalla gabbia del conosciuto e della mente per favorire la piena realizzazione.

 

Spero di non aver de-romanticizzato una delle storie d’amore e di scoperta profonda del femminile più belle mai scritte. Ma ci tenevo a dare una diversa visione di questo importante insegnamento elargito da Mamani.

 

Anche per rincuorare chi come me non ha un amore accanto, già, forse me la sono raccontata a mio favore, pazienza. Spero che questa mia interpretazione de “La Profezia Della Curandera” convinca anche le persone alle quali non interessa l’amore di coppia, a leggere questa storia straordinaria. A tal proposito voglio condividere un altro estratto:

La natura a volte si serve di trucchi e piccole trappole per costringere una donna a conoscere e usare il proprio potere. Con lei aveva utilizzato una strana strategia particolare: l’aveva fatta innamorare follemente di un uomo per renderla disponibile a percorrere la sua strada. Conscia di quel meccanismo, si stava liberando poco a poco della catena che le era stata imposta. Mano a mano che procedeva nel suo apprendistato diveniva sempre più padrona del proprio destino.

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La Profezia Della Curandera è anche, o soprattutto, un libro tantrico. Atto quindi a liberare il potere personale grazie a pratiche che vedono il corpo come un potente veicolo di connessione col divino, gli insegnamenti sono molteplici. Vere e proprie elargizioni, sotto forma di narrazione, di sacri rituali per favorire la scoperta del proprio potere personale legato al piacere e alla disciplina della conoscenza di sé.

 

Lo so, non ho parlato di Juan, l’uomo che Kantu ama, e per il quale inizia tutto il suo apprendistato da Dea dell’Amore… è che non mi sta per niente simpatico, ma proprio zero!

 

A parte la mia opinione su Juan, voglio terminare con un’ultima citazione per invogliare, chi non l’ha ancora fatto, a leggere questo libro:

Per ottenere quel miracolo, Kantu, aveva dovuto usare in modo cosciente quel potere che ogni donna possiede dentro di sé, ma che molte hanno scordato di avere. Eppure, quel potere è sempre lì, in attesa di essere liberato. Solo il sapere, la conoscenza, il coraggio di osare ed agire possono riscattarlo, esprimerlo ed elevarlo verso l’amore che non opprime. Il vero amore esiste solo nel momento in cui due esseri capiscono che l’amore è dedizione, esperienza, conoscenza.

 

Abbiamo tanto da fare, prove da superare, forse non verremo iniziate da un affascinante Curandero del Fuoco come Kantu, ma la vita e i suoi eventi sono i nostri Curanderos.
Lasciamoci istruire, coltiviamo il piacere, impariamo a vedere la bellezza che permea in noi.

Non che sia facile, eh! Ma ce la dobbiamo fare…

Con Amore

Enrica

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