Non è mai troppo tardi per partire…

Non è mai troppo tardi per partire…

Non si finisce mai di trovare vecchie scatole di latta sotterrate sotto gli alberi dell’infanzia e non si finisce mai di guardare stupiti le foto ingiallite di austere bisnonne con il colletto abbottonato fino al collo, la postura rigida e l’espressione seria, trovando sempre nuovi particolari che ci rendono simili soprattutto nel cipiglio con il quale guardavano il mondo.

Chi sono in fondo gli antenati? Lo Sciamano direbbe che non c’è separazione perché tutto accade ora e che gli antenati sono i nostri organi, la nostra pelle, i nostri occhi.

Quante volte mi sono detta che non sarei mai diventata come le donne della mia famiglia ma che mi sarei presa le mie occasioni, avrei sbottonato la voce e me ne sarei andata in luoghi lontani e migliori, e invece sto ancora aspettando la loro approvazione, ancora desidero essere vista o, forse, sto aspettando che mi dicano che essere diversa va bene, poiché mi sono sempre sentita come un’aliena a due teste ai loro occhi.

Spesso noi donne siamo vittime del “troppo amore”, del senso del dovere e del ricoprire determinate aspettative.

E proprio per questo ho insegnato ai miei figli a lasciarmi indietro, a non rallentare mai per aspettarmi, e che la loro storia li porterà ad essere diversi e unici.

Ho insegnato ai miei figli a inseguire sogni e a percorrere nuove strade lasciando indietro tutto! Chissà dove sarei ora se lo avessero insegnato anche a me.

Se un giorno sarò una parte di loro, voglio essere quella voce insistente che sussurra alle orecchie di non perdere le opportunità e di cercare luoghi lontani e vento fresco, notti d’amore e montagne sacre.

Si dovrebbe benedire ogni passo che i figli fanno lontano dai genitori e ringraziare quella forza che permette, a chi ha fatto il genitore per gran parte della vita, di riscoprirsi come donne e uomini in viaggio su treni senza meta con la passione come mappa, perché non è mai troppo tardi per partire e non è mai troppo tardi per ricominciare.

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. eliana

    Le tue parole mi hanno molto colpita e mi hanno ricordato mia madre, nata nel 1913 cresciuta senza mamma ma con nonne e zie che le avevano dato un’educazione secolare in cui la donna doveva essere un passo indietro all’uomo e che ha lei andava stretta. Una mamma che poi è stata capace di rimanere testimone della vita dei suoi figli e non severo giudice che impartisce ordine e desciplina, una mamma che ai figli maschi ha insegnato che non c’è differenza tra i due sessi ma che entrambi devono avere rispetto e uguali diritti. Una mamma che guardava il cammino dei propri figli, pronta ad esserci se loro lo volevano, ma a non interferire sulle scelte. Io sono di una generazione nata ancora con il gioco di quella schiavitù a cui il nostro sesso era sottoposto ma una generazione che nella metà degli anni 60′ ha iniziato a ribellarsi a cercare una propria libertà e una parità, certo sbagliando come spesso accade nelle rivoluzioni. E mia madre seguiva queste mie impennate e comprendeva quella voglia di noi ragazze di allora di avere tutto ciò che una società maschilista ci aveva negato fino allora. Ho ancora un biglietto che mi ha scritto per i miei 21 anni la maggiore età di allora:” Non scegliere mai con la rabbia ma con l’amore, non distruggere la bellezza esistente ma trasforma solo ciò che la uccide. Ti ho insegnato ad essere libera ma fallo sempre rispettando la libertà altrui, so che non è facile ma crescendo capirai che è solo questione di creare e vivere una tua armonia interiore e di intelletto. Come mamma ho voluto dimostrare con il mio esempio di lasciarvi liberi e di guardarvi volare anche lontano da me che nessuno ci appartiene (neanche i figli) ma che siamo solo noi che possiamo donarci agli altri. E se avrai figli non dimenticare mai che loro sono esseri indipendenti con un loro cammino che può anche non essere più al fianco del tuo. Auguri cuore mio confido che tu possa divenire una donna consapevole del proprio valore che io vedo nei tuoi occhi, nei tuoi sorrisi e nelle tue lacrime. Ho voluto dividere con te questo ricordo che il tuo scritto ha risvegliato in me e ammiro questo tuo amore di madre. Eliana

    1. Enrica

      Ciao Eliana, sei una fonte d’ispirazione! Grazie per aver condiviso con me queste bellissime parole di tua madre, dalle quali traspare la meraviglia di donna che era. Questo mi fa capire che spesso le credenze inculcate da familiari e società abbiano, tutto sommato, una valenza relativa perché alla fine sarà l’individuo a fare la differenza. Insegnare la libertà e l’enorme responsabilità che comporta essere individui liberi è un atto di profondo amore, e la vera essenza della ribellione. Se la libertà personale mette le catene a qualcun altro non è più libertà…
      Grazie ancora Eliana, ti abbraccio forte!

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