Il Fuoco di Berkana

Il Fuoco di Berkana non si limita ad essere un freddo manuale sulle Rune, ma racconta il viaggio di una donna dentro il suo cuore.
Narra di quando, ad un certo punto della propria vita, l’Anima inizia a sussurrarci qualcosa che non riusciamo subito a comprendere, ma che non possiamo più ignorare. Tutte le donne, in cui vive ancora la fiamma dell’antico potere, sono chiamate, prima o poi, ad immergersi nel lago profondo del proprio Sacro Essere Femminile.

Per affrontare questo tuffo dentro se stesse, la simbologia ancestrale delle Rune può essere una guida preziosa. La spinta ad affrontare questo viaggio nasce dalla sofferenza per un amore lontano, impossibile solo per la mente che ragiona, ma non per il cuore che sente.

Ogni runa si racconta e prende vita come simbolo di una relazione tra due amanti e, grazie ai diversi schemi divinatori presenti, diviene anche uno strumento molto concreto.
Il dialogo intimo con le Rune ci ricorda come trasmutare la nostra passione, per condurla dove possiamo accendere il fuoco della nostra eternità. Dove tutte le storie di amore hanno inizio e dove sono destinate a ritornare.

Mi affascina il modo in cui l’autrice parla delle Rune, è un approccio d’amore, come se fossero parte di lei, è bellissimo. Da qualche anno sto cercando di conoscere le Rune e so che è un cammino lungo e meraviglioso. 
Sara

Le Rune come mai erano state spiegate, in connessione col proprio Sacro Femminile.
-Serenella

Una narrazione che passeggia sul filo labile che non separa, anzi ne è comune denominatore, dei mondi sensibile/sovrasensibile, visibile/invisibile, materiale/dello spirito.
Un viaggio d’amore e di fede salda fatto di forza e dolcezza, di saggezza e follia: perché le dicotomie, infine, non sono che mera apparenza… Enrica Zerbin ha saputo con maestria mantenersi al centro, in bilanciata osservazione che è diventata dono da offrire al lettore.
A tratti, però, la magia dello strumento prende il sopravvento e il viaggio narrato parla con la voce dell’emozione profonda e dell’ispirazione divina.
Complimenti!!
-Miria
 

 Non è un romanzo, non è una descrizione delle rune, è l’unione di amore e magia alla Scoperta dell’io nascosto dentro ognuno di noi che spesso non vediamo.
Simona

Ho acquistato il libro il 22/1 con l’idea di fare una lettura semplice e piacevole invece al suo interno ho trovato la meraviglia. Le Rune sono venute a conoscermi e l’hanno fatto in un momento molto delicato della mia vita e mi hanno donato dei sussurri meravigliosi. Lasciatevi trasportare dal loro amore, non ve ne pentirete…
-Manuela

Ho letto Il Fuoco di Berkana alcuni mesi fa. Non mi aspettavo di immergermi con grande interesse in questa lettura affascinante. Immaginavo il solito libro sulle rune, invece ho trovato spunto per riflettere per appassionarmi a questi simboli sconosciuti e da sempre inseguiti senza arrivare mai vicino. La scrittrice ha compiuto una piccola magia in me, ha aperto una porta dove ho intenzione di approfondire. Consiglio a chiunque sia affascinato dal mondo celtico di leggere questo libro e chiunque abbia voglia di mettersi in discussione o in gioco. Bravissima, elegante, sensibile e limpida nello scrivere, alla portata di tutti.
Anna

La Danza del Seme selvaggio

Le donne, fisicamente, passionalmente ed intellettualmente, non sono fatte per l’immobilità.

Siamo in moto perpetuo come un fiume e i nostri cicli seguono le fasi lunari.

Fare lavori privi di creatività e prendersi cura di tutti, mette in una condizione di non ascolto interiore. Ci sono donne che per gli altri tirano fuori una forza sovrumana, trovano tempo e coraggio ma per loro stesse inventano sempre scuse.

In questo libro racconto la storia di Anthea, una donna come tante senza doti particolari, o meglio, ignora di averle e pur essendo di bell’aspetto non ama il suo corpo. E, come molte donne, è inconsapevolmente immobile. La percezione che ha di sé stessa è completamente distorta e per non sentire quella fastidiosa insoddisfazione persistente si racconta bugie, si convince che è tutto a posto e che in fondo la sua vita non è poi così male.

Quante volte lo facciamo, quante volte cacciamo indietro le lacrime e mandiamo giù nodi in gola rimproverandoci per l’eccessiva emotività. Quante volte urliamo e ci arrabbiamo dando la colpa agli ormoni. Poi, spingendo con forza, chiudiamo il cassetto dei sogni. Quel cassetto che ogni notte ci rimanda incubi, quel cassetto che scricchiola e sussurra, che non ci lascia mai dormire. Perché non è ancora tempo. Non è mai tempo. Il momento giusto non arriva mai.

Ma per quanto Anthea si sia convinta di non meritare di più e di non essere all’altezza dei suoi sogni; i sogni la vanno a prendere, e non lo fanno con dolcezza e rosee promesse. Sradicano tutte le sue certezze, abbattono i muri dell’ordinario e squarciano il tanto temuto cassetto. A questo punto non le resta che seguire l’impervio sentiero tracciato dal suo inconscio, quella parte di sé che ha messo a tacere da una vita intera, e partire.

Questo viaggio le farà incontrare donne di potere, guaritrici, streghe, conoscere la magia e prendere confidenza con le sincroniche meraviglie dell’amore.

Ho iniziato il viaggio…
Non so cosa dire, sono senza parole. Non sono brava ad esprimere le mie sensazioni però questo libro mi fa pensare, mi fa riflettere e mentre lo leggo penso che chiunque può essere il protagonista di questo viaggio. Complimenti Enrica Zerbin.
– Alice

Un romanzo che racconta il viaggio che una donna quarantenne si trova, suo malgrado, a compiere e che in un altalena continua tra narrazione, analisi introspettiva ed invito alla riflessione, incolla il lettore conducendolo in un viaggio interiore.
– Romina

Sono rimasta affascinata dal racconto che sembra vita vissuta.
– Maria Teresa

Avevo già letto un suo libro e mi piaceva come scriveva, decisi comunque di partecipare alla presentazione del suo nuovo lavoro “La danza del seme selvaggio”, che strano titolo ho pensato. Enrica Zerbin comincia ad esporre il suo capolavoro (non potrei descriverlo in altro modo) e m’incanta, decido di leggerlo e comincia il mio viaggio pieno di emozioni. Una frase mi ha colpito profondamente: “[…] ma chi l’ha detto che tu sei solo così? Te lo sei mai chiesto?” beh ne ho fatto il mio motto, e ad ogni “io sono fatto così” io rispondo “davvero ti basta?”. Grazie Enrica Zerbin!
– Jenny