I doni dell’amore impossibile

I doni dell’amore impossibile

Passione, fuoco, il fulmine colpisce e la Torre crolla.
Crolla il vecchio io, crollano le certezze, crollano le maschere,
crolla l’ordine
e le vecchie abitudini mostrano le sbarre.
Fa male ma è catartico, sublime,
è come aprire gli occhi
dopo essere rimasta al buio troppo a lungo.

Confusione, afflizione, dolore.
Sentire il cuore, contare i battiti
e fa male,
ancora più male,
un fischio nelle orecchie,
solitudine.
Gli occhi si sono abituati alla luce
si vede il bivio
e si guarda indietro
meglio morire che tornare nella Torre.

Stare nel mezzo.
Non esiste più la strada.
Non esiste più niente.

Esperienza del vuoto.

Esperienza del silenzio.

Rimanere a terra
l’unico modo possibile.

Respirare a bocca aperta
la Terra è ancora fredda
umida
ma anche morbida
profumata.

Rimanere ancora,
essere niente
si può fare.

Un nome?
Qualcuno chiama,
non rispondere
qui si sta bene.

Come pronuncia bene quel nome,
è una carezza
è una promessa.

Va bene, ora si può lasciare la tana.
Il letargo è finito,
sta arrivando la primavera.

Ancora quella voce,
ancora quel nome.

Riconoscersi.

Germogli, nascita.
Ecco il padre e il suo mistero
ecco la madre e la sua risposta.
Se ne vanno, non servono più.

Ecco, ormai completamente sveglia,
sentire tutto,
indossare cicatrici come se fosse una veste di seta
intrecciare margherite nei capelli.

I frammenti non si raccolgono
è un dono per la Terra.

Comprensione,
il dono consegnato attraverso l’amore,
impossibile anelito
irrealizzabile bacio.

Non c’era altra scelta
ora non ha più importanza.

Emerge come Venere dalle acque
pulita, nuda, fiori tra i capelli.

Acquisizione del grande segreto.
Consapevolezza.
Amore incondizionato per se stesse.


L’amore impossibile spiegato in poesia, o quella che vorrebbe essere una poesia.
Dovevo far esperienza di me stessa e l’Esistenza, o il mio Sé o chiamalo come vuoi, ha scelto l’amore. Sono grata, felice di questo dono.
Da ragazzina ero una gran romanticona, adoravo leggere storie d’amore, scrivevo poesie d’amore e fantasticavo sulla persona che avrei amato.

Crescendo ho dovuto fare i conti con la realtà, non esisteva nessun amore predestinato e ho dovuto uccidere il romanticismo a suon di legnate. Esisteva il baratto, quello del “ti do se tu mi dai”, ma l’amore no.

Ero così arrabbiata con me stessa per essere stata un’illusa, una ingenua credulona. E mentre mi facevo in 4 per mandare avanti l’azienda del matrimonio, tra figli e lavoro, ho perso l’amore, quello vero e autentico, quello più importante, l’amore per me stessa.

Dovevo riprendermi, riprenderlo, ma non ci credevo più.

Finché, un bel giorno, è arrivato lui, l’amore impossibile e la mia vita è stata distrutta e ricostruita. Ce l’ho fatta anche stavolta, pensavo di non essere forte e ho scoperto di esserlo anche di più.
Pensavo che la vita fosse una schifezza e ho scoperto che è un gioco, un grande gioco dell’oca, a volte si va avanti, altre volte si sta fermi, molte altre si ricomincia da capo e si ritorna alla casella numero 1.

Ora penso che la vita abbia in serbo tante sorprese, e ogni volta scopro qualcosa in più.

Sono una donna nuova, sono tornata da me e ho fatto la mia conoscenza. Non è stato facile, non mi sopportavo e mi consideravo una buona a nulla, impacciata e goffa. Mi facevo ridere, mi facevo tenerezza, poi è arrivata la compassione, ho ascoltato la mia storia e ho capito. Rimango goffa, impacciata e a volte sono una buona a nulla, ma non importa più. Amo ogni sfaccettatura della donna che sono e forse sono stati proprio i difetti a farmi innamorare di me e poi a farmi essere in amore. So che mangio troppo quando sento il vuoto, so che procrastino quando ho paura, so che sono insicura sulle mie capacità perché c’è ancora quella voce che mi dice che io non posso, ma ora so a chi appartiene quella voce e non le do ascolto.

L’amore accade, senza che sia fatto nulla per farlo accadere.
L’unica cosa che si può fare è dire sì, o dire no…
io ho detto sì!

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