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Il cuore

Anni fa, appena avevo un paio d’ore per me, andavo a farmi una corsetta. Niente di ché. Lo fanno tante persone.

Però le mie motivazioni non erano la performance fisica, la linea, o l’allenamento. Correvo per sentire il mio cuore!

Quando i battiti cominciavano ad accelerare io lo ascoltavo estasiata, come una musica.

Se poi fossi riuscita a fare le salite senza fermarmi, avrebbe battuto ancora più forte.
Diventavo rossa, tutto il mio corpo era sotto sforzo, mi piaceva da matti.

Sì, ok, avevo superato un limite, avevo resistito alla fatica ma era quel battito nelle orecchie che mi esaltava.

Perché?

Perché nel resto del tempo il mio cuore era totalmente silenzioso. Nessun battito veloce a causa dell’euforia, della gioia, della determinazione e della novità di un progetto.

Tutto tranquillo, il solito ritmo cadenzato e sempre uguale.

Finché, un bel giorno, mentre tornavo da una lezione di ballo, ha cominciato a correre come un pazzo, 200 battiti al minuto, così, all’improvviso. Ho avuto molta paura. Poi la corsa in ambulanza e tutto il resto.

Quella notte riflettei a lungo, per forza, e per la prima volta cominciai a dialogare col mio cuore. Quell’anno cominciò per me una nuova vita, un passo dopo l’altro.

Da allora sento il mio cuore in ogni momento, anche adesso mentre scrivo, sempre leggermente su di giri e quell’extrasistolia che mi fa rimbombare il cuore in tutta la gabbia toracica, come una cassa di risonanza.

Non è sempre facile, a volte non riesco a dormire perché lo sento nelle orecchie, e sorrido, prima di tutto perché non è una patologia grave, secondo perché mi parla in ogni momento, continuamente. La cosa straordinaria è che lo capisco benissimo.

Da quel giorno, oltre al mio cuore, sento il mio corpo in modo diverso, come un infallibile indicatore.

Per esempio, quando sono impegnata a scrivere un libro e sono completamente dentro la trama e super concentrata, ho una circolazione sanguigna e linfatica perfetta. Anche se rimango ore ed ore seduta.

Il mal di testa arriva a causa della stanchezza emotiva, dopo lunghi periodi senza una pausa dalle preoccupazioni o se mangio cibi che mi fanno male, eccetera.

Non sono un caso a parte, naturalmente, credo sia così per tutti. Il corpo dà indicazioni infallibili e il cuore è un gran chiacchierone.

Seguo ogni indicazione alla lettera?
Non sempre, mi ha fatto fare delle gran figuracce, perché il mio cuore non sa cos’è l’educazione, la pazienza e la paura. Invece io ho spesso paura. Dopo i numerosi salti nel vuoto degli ultimi anni, ogni tanto vorrei riposarmi, ma niente da fare.

Non so cosa mi accadrà, fin dove mi porterà il mio cuore… ma devo dire che, per quel che mi riguarda, con i sogni ha sempre avuto ragione.

Come immagine ho scelto questo bellissimo dipinto di W. Bouguereau per la sua bellezza, ma soprattutto per l’innocente disinvoltura della nudità, senza malizia o seduzione.
Un invito a vivere il proprio corpo allo stesso modo, come un dono meraviglioso. Non è sempre facile, lo so.

Una cosa importante da ricordare è che il nostro corpo non è un mezzo di trasporto, ascoltiamolo, trattiamolo con amore.

Ho visto fare pratiche infinite sul come onorare gli antenati, e guarire le ferite della genia, quando basta ricordarsi che il nostro corpo è l’eredità dei nostri antenati, onoriamo il nostro corpo e rispettiamolo, così facendo guariremo noi stesse e l’intero clan familiare.

Enrica

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